MODELLI DI VT

QUALI USARE A FRONTE DI QUALI RICHIESTE

Il tour virtuale è un oggetto che inizia ad essere conosciuto anche in Italia. I campi di applicazione vanno dall'immobiliare alla nautica, dai musei all'industria ed altro ancora. Allo stesso tempo sta cominciando anche a crescere l'offerta, sia di singoli fotografi che di studi di comunicazione che lo propongono come servizio.

Si parla sempre di tour virtuale al singolare, come se fossero tutti uguali, la mia opinione è che esistono almeno quattro tipi diversi il cui elemento comune è l'essere basati su sequenze di foto panoramiche 360 collegate fra loro in percorsi oltre all'essere facilmente inseribili in un sito web.

MODELLO BASE (TIPO GOOGLE STREET)

Il più semplice, i collegamenti si presentano come frecce che indicano la direzione della successiva panoramica 360. Utile per mostrare un ambiente, i vantaggi sono:
Semplice da preparare e pubblicare
Può essere ospitato direttamente (e gratuitamente) su Google Maps
Si può usare l'app di Google Street View per posizionare e collegare le panoramiche fra di loro
I limiti:
Nessuna informazione supplementare
Non è possibile sapere da quante foto è composto il tour e non c'è nessuna anteprima
Nessun menù
Nessuna informazione oltre a quello che è visibile, se si visita una struttura complessa che non si conosce è probabile che si perdano i riferimenti
Se le foto sono state fatte con macchine fotografiche 360 è visibile il treppiede in corrispondenza del nadir
Se il tour riguarda un ambiente chiuso o comunque in una situazione non accessibile da Google Maps, non potendo usare le mappe della struttura il posizionamento delle foto avviene in modo approssimativo

MODELLO INTERMEDIO

Rispetto al modello più semplice si aggiunge la possibilità di vedere delle preview degli ambienti, sia poste all'interno di uno spazio per quelli vicini oppure di tutti i luoghi sotto forma di una sequenza di miniature. È così possibile spostarsi anche in modo non lineare, mantenendo però quasi tutti i problemi della versione precedente. Diffuso in ambito immobiliare non è caricabile su Google Maps ma richiede un service di hosting.

MODELLO STRUTTURATO

Il tour da strumento per mostrare diventa strumento per comunicare , grazie a programmi o service che si rivolgono ai professionisti e che mettono a disposizione degli utilizzatori diverse opzioni tramite librerie predefinite:
Si possono inserire testi, foto, video, pdf scaricabili, musiche e suoni
Si possono usare dei menù per raggruppare le viste
Si possono inserire mappe, anche multilivello
I contro sono:
Tempo di apprendimento può essere anche abbastanza lungo
Programmi e service si rivolgono ai professionisti, per poterli utilizzare al meglio vanno acquistati oppure va sottoscritto un abbonamento annuale
Non tutti i service di hosting possono ospitare i tour

MODELLO AVANZATO

Il modello più completo si ha quando c'è la possibilità di intervenire sul codice o comunque di programmare i comportamenti. Questo porta al massimo di personalizzazione, sia nell'interfaccia che nelle azioni. Ad esempio è possibile impostare diversi comportamenti a seconda del device di utilizzo, che è qualcosa di più del solo essere responsive. È molto interessante anche la possibilità di aprire all'interno del tour delle pagine html, anche generate in modo dinamico, unendo così il mondo 360 con la flessibilità dei siti. In questo modo la gestione dei contenuti può essere separata da quella del tour, rendendo l'insieme più flessibile.
Una possibile applicazione può essere il tour di una struttura vacanziera, per ogni alloggio potrebbe essere possibile mostrare su richiesta del visitatore il calendario con i periodi disponibili. Oppure nel caso di una fiera è possibile aprire i siti degli espositori senza uscire dal tour. È possibile anche utilizzare video 360, specie nel caso di scene movimentate in ogni direzione. 
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