
Con questo nome si indica un vaso in ceramica che conteneva un preparato farmaceutico semidenso formato da miscugli di erbe medicinali impastate con miele o sciroppi, con cui si curavano anticamente molte malattie. In Liguria il vaso divenne anche un’opera d’arte realizzato nelle fornaci genovesi e savonesi, ma specialmente ad Albisola dove quest’arte ebbe inizio nel Quattrocento grazie ad importanti manifatture che ancora oggi perpetuano tale tradizione. Le diverse tipologie di vaso avevano forme diverse e riportavano un’iscrizione latina con il nome degli unguenti contenuti. I due vasi in maiolica presentano decori monocromi blu e scritte farmaceutiche entro cartigli sormontati da decorazioni floreali e putti entro un paesaggio; sono databili al XVII (elettuario sinistro) ed al XVIII secolo (elettuario destro).
Bibliografia
F. Marzinot, Ceramiche e ceramisti in Liguria, Genova, Sagep, 1979
